CHI HA PAURA DELL’ARCHITETTO?

Paura
Problema:
Devi aprire o rinnovare il tuo locale
E stai pensando se rivolgerti o meno ad un architetto.

Parliamoci chiaro.
Il pensiero di avere a che fare con un architetto mette ansia.
Anziché esserne felici, stimolati, curiosi
è come se dovessi andare a fare una visita medica,
ma di quelle “brutte”
tipo “ispezione del colon retto” (!)

Tanto che, può essere, che addirittura ci rinunci.
“L’architetto non fa per me”

Perché?

Quali “paure” genera il pensare di doversi affidare ad un architetto?

Facciamo così.
io te ne dico un po’ che mi vengono in mente
perché mi è capitato di verificare che esistono.

Poi se te ne vengono in mente altre
ti prego scrivimele nei commenti
in modo che possiamo magari cercare una “terapia”!

.

1 – L’ARCHITETTO COSTA TROPPO

Di solito questa é la più gettonata.
Fondamentalmente proprio perchè l’architetto è visto come un “costo”.

Cioè una cosa della quale sarebbe meglio ridurre al minimo l’incidenza.
Un po’ come il riscaldamento!

Invece
più che chiedersi quanto “costa” l’architetto
Dovresti chiederti quanto “vale“.

Ok
Ma come si fa a stabilire questo “valore”?

Prova a riflettere su quali cose potrebbero avere “valore” per te.
Sarebbe interessante per esempio;
Riuscire ad attrarre il pubblico nel tuo locale?
Risultare differenti dalla concorrenza?
Ottimizzare l’investimento ottimizzando il modo in cui spendi i tuoi soldi?
Valorizzare il tuo prodotto e comunicarlo efficacemente al tuo target?
Trovare una identità differenziante coerente con il tuo posizionamento?

Beh, allora il “valore” di un architetto
si misura dalla sua capacità di farti raggiungere questi obiettivi.

Se fosse in grado di aiutarti a raggiungerli…
Non rappresenterebbe un “valore aggiunto”, piuttosto che un “costo in più”?

Eh ma io non posso permettermelo…
Sai ho un budget limitato.

Può darsi.
In effetti progettare un Hotel a 5 stelle non è la stessa cosa
che progettare la cuccia del cane.

Alla fine devi solo domandarti se
per il tuo progetto
avere a che fare un architetto
Possa o meno fare la differenza.

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2 – L’ARCHITETTO PENSA SOLO ALL’ESTETICA
E NON ALLA FUNZIONALITÀ

Anche questa è abbastanza un classico.
Ma l’idea che mi sono fatto è che
“nessuno nasce imparato” come diceva qualcuno.

Cioè le cose si imparano non solo studiandole, ma anche facendole.
Magari sbagliando, a volte.
Ma continuando ad acquisire esperienza.

Ma c’è un problema.
Non si può umanamente acquisire esperienza in TUTTO.

Un architetto, come chiunque altro, acquisisce esperienza in un settore
Se riesce a “specializzarsi” in quel settore.

Ehi lo so che tutti ti dicono che specializzarsi troppo “uccide” la creatività
Allora ti do la mia versione di “specializzarsi”.

Significa avere fatto così tanti locali, aver parlato con tanti gestori,
avere visto tante soluzioni diverse, aver cercato di capire in quanti modi si lavora dietro a un banco o in cucina,
avere visto così tanta gente frequentare i locali domandandoti cosa gli piace e cosa no…

Che a questo punto la distinzione tra cosa sia “ESTETICO” e cosa sia “FUNZIONALE”
Non ha più senso.

Sono semplicemente 2 aspetti di una stessa cosa: il locale
E mentre lo progetti pensi sempre e solo a come coniugarli entrambi.

A patto che
sia un architetto “specializzato” nella progettazione di locali pubblici

E quindi sia riuscito ad acquisire le competenze specifiche necessarie allo scopo.

Se invece si tratta di un architetto “generalista”,
cioè che progetta un locale ogni tanto, tra un appartamento e un piano di lottizzazione…
Può darsi che qualche problema in più a conciliare estetica e funzionalità ce l’abbia.

Ma non perché non sia un bravo architetto.
Semplicemente non é “specializzato” ovvero
Non ha visto abbastanza cose!

Un medico specialista, un fisioterapista, un personal trainer
Non sono “più bravi” di un medico generalista, di un massaggiatore o di un insegnante di ginnastica.
Hanno una esperienza specifica su un problema specifico che gli consente di
capire meglio il problema e trovare più velocemente la soluzione.

Io stesso sono “specializzato” nel progettare locali pubblici.
Ma se mi chiedessero di progettare che so un ospedale o un aeroporto,
pur potendolo fare come architetto,
non saprei da che parte cominciare!

Viceversa magari l’architetto che ha progettato casa tua
ha fatto un lavoro fantastico!
Ma nel momento in cui deve progettare il tuo bar…
Non è detto che sappia esattamente cosa fare.

.

3 – E SE POI IL PROGETTO NON MI PIACE?

Ora ti dirò una cosa che se magari mi segui da un po’,
dovrebbe esserti venuta a noia.

IL LOCALE DEVE PIACERE AL PUBBLICO A CUI E’ DESTINATO

Che piaccia a te, a tua moglie, al tuo commercialista è irrilevante.
Certo se piace anche a voi è meglio.

Ma non è questo che conta.

Conta se il locale è in grado di valorizzare e comunicare il TUO posizionamento
al TUO pubblico di riferimento secondo i SUOI gusti!

E attenzione che i gusti del pubblico cambiano
Sia nel tempo (ogni 5-6 anni)
Sia in base al luogo e al mercato (in provincia-in città, al nord-al sud, in Italia-all’estero)

Quindi prima di chiederti se ti piace o no
Domandati se il progetto del tuo locale è in grado di farti raggiungere il tuo pubblico in modo coerente ed efficace .

Perché non esistono locali belli o brutti
Esistono locali giusti o sbagliati.

.

4 – L’ARCHITETTO VUOLE FARE COME DICE LUI

Potrebbe essere una questione di rispetto.
Ma anche solo di buonsenso.

Se tu paghi qualcuno perché ti aiuti a capire un problema, a trovare la soluzione, dicendoti cosa fare,
Il buonsenso suggerirebbe che
poi facessi quello che ti dice!

Tornando al paragone con il medico.
Se paghi uno specialista per una visita
E ti prescrive una cura o una medicina,
Tu la prendi.
Non è che fai come cazzo ti pare e poi ti lamenti che non ti è passato il mal di pancia!

Con l’architetto è uguale.

Il progetto di un locale è una questione complessa
Fatta di tanti aspetti. Alcuni grandi alcuni piccoli. Dettagli.

Ma comunque tutti COLLEGATI tra di loro.

A volte il cambiamento di un singolo dettaglio,
apparentemente insignificante,
può determinare un risultato finale completamente diverso.

Questa complessità è aumentata anche dal fatto che
sono coinvolte un sacco di  persone diverse nella realizzazione di un locale

I muratori, i gessisti , i piastrellisti, l’idraulico, l’elettricista, l’imbianchino, il falegname il fabbro, quello delle cucine, quello dell’aria condizionata, quello della birra…

Dai lo sai che è così.

Beh ti posso GARANTIRE una cosa, per esperienza.

L’architetto è l’UNICO che ha la visione completa del risultato finale.
L’UNICO.

Ma io ho capito come viene il locale, mi ha fatto vedere i rendering!

Fidati. No.
L’architetto è l’UNICO che ha la visione completa del risultato finale.

Quindi
Quando un c.zzo dì piastrellista ti dice che “secondo lui” le piastrelle si posano meglio così.
Quando un c.zzo di idraulico ti dice che “secondo lui” lo scarico è meglio a parete
Quando un c.zzo di imbianchino ti dice che “secondo lui” il colore è troppo scuro
Quando un c.zzo di falegname ti dice che  “secondo lui” il legno scelto non esiste

Sappi

Che l’UNICO che devi ascoltare è l’architetto.

Per due motivi.

1 perchè come ti ho già detto e ripetuto
L’architetto è l’UNICO che ha la visione completa del risultato finale.

2 – perché se tu ci metti i soldi
Lui ci mette la faccia.

Eh sì.

E qualsiasi stronzata abbia fatto il tuo idraulico, imbianchino, falegname del c…
É come se l’avesse fatta lui.

Ecco perchè dico sempre che

É meglio una brutta idea realizzata bene
Che una bella idea realizzata male.

.

5 – L’ARCHITETTO NON LO CAPISCO

L’Architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi sotto la luce.

bella questa frase eh?
Infatti è di Le Corbusier, uno degli architetti più importanti del 900.

Tutti gli architetti la conoscono.
Tutti gli architetti ne sono stati ispirati.
Al punto che quasi tutti gli architetti parlano così.

E nessuno li capisce.

Infatti
proprio perché ispirati,
o qualche volta,
per fare finta di esserlo,
un architetto parla di solito in “architettese”

Che suona più o meno così;

“Il forte contrasto, ai limiti del paradosso, tra la tensione dell’architettura verso l’eterno ed il valore spesso effimero della virtualità,
fa sì che l’emozione abilmente creata dall’opera architettonica
acquisti un valore essenziale,
imprimendosi indelebilmente nelle menti dei visitatori
ed oltrepassando le barriere della realtà ordinaria;
l’emozione diviene eterna.” (cit. SM non l’ho inventato io!)

Che cazzo vuol dire?

Non sono sicuro di averlo capito nemmeno io.
Che sono un architetto.

Figurati chi architetto non è!

Ma
non tutti gli architetti si esprimono così.

Io per esempio dai,
mi sforzo di parlare in modo comprensibile,
di dire cose in modo semplice.
Come se fossimo al bar.

Eppure, nonostante questo sforzo…
a volte mi sento dire:

“Architetto, non ho capito come viene”

per me è un problema, perché immediatamente penso
“Azz, non ho saputo spiegarmi in modo sufficientemente chiaro.”

Allora magari rifaccio dei disegni,
cerco di usare delle simulazioni tridimensionali (i rendering… che odio!)
ma ancora…

“Architetto, non ho capito come viene”

A volte facciamo dei fotomontaggi, dei campioni di materiali
a volte addirittura dei video con animazioni 3d
per simulare il più possibile il progetto come se fosse vero…
Eh niente…

“Architetto, non ho capito come viene”

A sto punto però, figlio mio
l’unico modo che abbiamo di uscirne è che,
visto che ci metto la faccia pure io,
TI FIDI DI ME!

Di solito infatti alla fine poi…

“Che bello!… non pensavo venisse così!”

Eh già…

.

6 – L’ARCHITETTO FA SPENDERE UN SACCO DI SOLDI!

Ok lo ammetto…
se mi mettete davanti 3 campioni di qualsiasi cosa
legni, tessuti, piastrelle lampade, sedie, qualsiasi cosa…
e mi chiedete di scegliere quello che preferisco

di solito scelgo sempre il più caro.
Anche se non ne conosco il prezzo!

E’ una specie di “sesto senso”
ma che si giustifica col fatto che, di solito,
le cose più care sono anche quelle di migliore qualità.

E un architetto magari le “riconosce”
Un po’ come le donne con le scarpe!

Ma allora è vero che l’architetto fa spendere un sacco di soldi!

Beh dipende.
Diciamo che la quantità di denaro che spenderai,
è direttamente proporzionale all’EGO dell’architetto!

Più l’architetto vorrà “fare il figo con i tuoi soldi” (cit)
più la cosa si farà pesante!

Ma anche qui
non tutti gli architetti sono uguali.

Si possono immaginare 2 tipi:

quelli che lavorano per SE
quelli che lavorano per TE

I primi, di solito, sono autorali, (vedi post precedente)
autoreferenziali, tendenzialmente arroganti
e non gliene frega niente di cosa costano le cose
basta che riflettano esattamente il loro pensiero e il loro “sentire”.

Tendenzialmente fanno delle “opere perfette”.
Curate in ogni dettaglio,
e non si fanno scrupolo di fare rifare i lavori qualora non li ritengano “all’altezza del loro progetto”.

Il loro obiettivo è sicuramente più quello di finire sulle riviste di architettura,
di vincere qualche premio o qualche selezione internazionale,
di scrivere il loro nome nel libro della storia dell’architettura.

Piuttosto che restare fedeli al tuo budget
o preoccuparsi e se il locale lavorerà oppure no!

Li hai chiamati tu… c…zi tuoi!

Attenzione però!
Sono comunque dei grandissimi professionisti!
Ma proprio per questo non gli puoi rompere i coglioni con banalità tipo:

“scusi architetto, non ci sarebbe una soluzione più economica?”

A meno che tu non voglia litigare o essere minacciato di abbandono del progetto.

D’altronde lavorano per SE.

Ma per tua fortuna
ci sono anche altri architetti che hanno invece a cuore proprio il tuo locale.

Perché il tuo successo diventerà anche il loro.
Mentre il contrario non è sempre vero…

Così si impegnano a rispettare il budget che gli hai dato
cercando di ottimizzare i costi
trovando soluzioni alternative
cercando di coniugare la loro idea di progetto con la tua capacità di spesa.

E a volte, pensa un po’, sono addirittura in grado di farti spendere di meno.
Perché trovano fornitori alternativi, soluzioni più semplici, materiali analoghi ma meno costosi.

Certo questo richiede tempo e dedizione.
E questo tempo va pagato.

Eppure diverse volte a miei clienti ho fatto risparmiare ben più di quello che mi hanno pagato.
Chiediglielo se non ci credi. (trovi alcune testimonianze sul mio sito qui)

Una cosa però ti deve essere molto chiara:
“presto e bene non conviene“

ovvero
guardati questo schema:

grafico

QUALITÀ’, VELOCITA’ e RISPARMIO sono tre caratteristiche essenziali di ogni progetto.

Ma possono essere ottenute solo DUE alla volta, e  a discapito della terza.

Mai tutte insieme.

Per cui scegli la formula che più si addice alle TUE esigenze,
e poi parlane con il tuo architetto.

Vedrai che insieme troverete la soluzione.

7 – DIMMELA TU…

che sono curioso…

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