QUANDO GLI ARCHITETTI DEVONO DIRE “NO”?

 

Una convinzione che hanno tutti gli architetti, anche quelli più brillanti,
è quella di essere in grado di fare qualsiasi progetto.

Fa parte della loro formazione sin “da piccoli”.

Ogni architetto ha sentito la slogan “Dal cucchiaio alla città”
creato da Ernesto Nathan Rogers nel 1952,
per spiegare l’approccio tipico di un architetto Milanese.

Intendeva dire che un architetto può essere in grado di occuparsi,nello stesso giorno di lavoro, di progettare un cucchiaio, una sedia, e una lampada fino a un grattacielo.

Questo modo di pensare,
da un lato significa essere dotati di una grande apertura mentale,
dall’altro ti spinge a credere che accettare qualsiasi progetto ti venga offerto
sia una buona idea.

Non rendendoti spesso conto che in realtà questo ostacola il tuo lavoro.

Questo problema e’ particolarmente evidente per gli architetti più giovani
che sono desiderosi di costruire il loro studio e
vogliono ampliare il loro portfolio per impressionare i futuri clienti.

L’unico problema è che questi “cattivi progetti”
prosciugano il tuo tempo, il tuo denaro ed la tua energia,
lasciandoti esausto e obbligandoti poi a recuperare le perdite.

Diamo uno sguardo ai progetti architettonici che possono sembrare allettanti,
ma richiedono un esame più approfondito per capire che in realtà

non sono proficui per il tuo business.

 


1. IL PROGETTO CHE PER TE E’ TROPPO GRANDE DA GESTIRE

 

Un cliente grande e importante sembra sempre una gran fortuna
o una grande opportunità,

WOW! Che figata!
Il progetto che ho sempre desiderato!

Ora mi pubblicheranno su AD, INTERNI, DOMUS e ABITARE!

Beh, te lo auguro ma
prima di abbandonarti a sogni di gloria

dovresti chiederti se:

sei in grado di gestire la dimensione del progetto?

Più grande il progetto è, più è complesso,
più ad una fase creativa che può anche essere gestita direttamente,
ne seguiranno altre, molto più specifiche nelle quali la disponibilità di risorse, umane, materiali, tecniche farà la differenza.

Non avere risorse sufficienti per un grande progetto non significa solo rendere il cliente insoddisfatto del tuo lavoro, ma anche i tuoi attuali clienti noteranno che stai sottraendo loro del tempo.

Quando si prende un progetto troppo grande da gestire, ci si può trovare alla fine ad aver perso quel lavoro, così come altri lavori minori perché nel frattempo non si è avuto tempo di acquisirne e seguirne altri.

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2. IL PROGETTO CON IL CLIENTE “PRETENZIOSO”

Prima o poi ti capiterà un cliente “rompi c…”.

Quello che cerca di spremerti in cambio di una quantità irrisoria di denaro.

Quello che assorbe tutto il tuo tempo chiamandoti in continuazione o mandandoti mail per esprimere le sue preoccupazioni e le sue lamentele.

Questo tipo di cliente è un problema per tutto il settore, perché salta da un architetto all’altro drenando risorse.

All’inizio magari penserai di essere giustamente disponibile e assecondarlo nelle sue richieste

ma dopo una decina di telefonate improduttive di un’ora
ti renderai conto che non sei tu il problema, ma lui!

Devi cercare di identificare questi clienti fin dal primo approccio con loro,
Solitamente hanno aspettative non realistiche e idee poco chiare fin dai primi colloqui.

Tipo vogliono le cose per ieri, anche se non hanno bene deciso cosa,
Ovviamente debbono costare poco ed essere bellissime!

Ci sono modi migliori di far crescere il tuo business che lavorare con persone che non rispettano il tuo tempo.

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3. IL PROGETTO CHE NON RIENTRA NELLA TUA AREA DI COMPETENZA

Questo è il “problema” che affligge gli architetti, soprattutto in Italia.
Al punto che molti non lo considerano affatto un “problema”,
ma un modo “normale” di affrontare la professione.

Ovvero la tentazione di prendere lavori anche se non legati alla tua area di competenza.

Lasciamo perdere per ora le questioni deontologiche o le diatribe sulle competenze professionali per cui potresti non essere autorizzato a lavorare in un settore, e prendendo comunque il lavoro potresti incorrere in problemi seri.

Nel caso fosse legale, ma tu non fossi comunque esperto nel settore,
il cliente se ne accorgerà e alla fine si rivolgerà a qualcuno più competente di te.

Uno dei luoghi comuni che più sento ripetere è che
gli architetti non capiscono un c…” oppure
si occupano di ogni cosa e non ne sanno fare nessuna”

In realtà non è propriamente così.

E’ che spesso si avventurano in progetti senza la necessaria competenza,
pensando che la creatività sia l’unica cosa che conta.

Con il risultato che alla prima difficoltà tecnica o pratica o normativa
si ritrovano a non sapere esattamente cosa fare, o a volte
a commettere degli errori che, con la dovuta esperienza, non avrebbero commesso.

Quindi, non prendere progetti in settori di cui non sei competente,
finiresti con lo sprecare il tuo tempo e danneggiare la tua immagine
se dovessi avere delle cattive recensioni.

So cosa stai pensando…

Eh ma il lavoro è poco e se mi metto anche a rifiutare quello che trovo come si fa?

Beh ti garantisco che passare da un’area di competenza ad un’altra non ti aiuta

primo non ti fa percepire come un vero “esperto” in un settore,
ma come un architetto generalista che fa un po’ di tutto, e quindi sostanzialmente non differente da tutti gli altri 170mila architetti italiani

di conseguenza domandati:
perchè un cliente dovrebbe chiamare te invece di un’altro?

 

secondo non ti permette di accumulare esperienza in un settore.
Nessuno infatti “nasce imparato”, l’esperienza è il valore di qualsiasi professionista, quello per cui viene cercato e quello per cui viene pagato, quello per cui magari è considerato “migliore” di qualche altro.

L’esperienza è la somma di tutti le cose giuste e le cose sbagliate che hai fatto nella tua carriera.

Fare errori è umano ed è normale. Servono proprio per imparare e non commetterli di nuovo.

Solo che, se ad ogni progetto cambi ambito e ti avventuri in strade sconosciute,
il rischio di commettere errori aumenta, senza che tu possa farne tesoro per la prossima volta.

Sarai sempre un dilettante alle prime armi, ogni volta che affronti un progetto senza averne le competenze e senza avere esperienza.

Quindi scegli in quale settore pensi di poter dare il meglio di te, e cerca di fare esperienza in quel settore, prima di affrontarne un altro…

Vedrai che “magicamente” i clienti cominceranno a chiamarti proprio perchè si renderanno conto che tu sei un “esperto”, ovvero hai “esperienza”,
e quindi si sentiranno più sicuri nell’affidarti l’incarico
nonché più “invogliati” a pagarti la parcella.

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4. IL PROGETTO IL CUI CLIENTE NON CONDIVIDE I TUOI INTERESSI

C’è una sorta di legame con il cliente con aspettative non realistiche,

ma in questo caso l’attenzione e’ maggiormente concentrata sulle idee del progetto.

Se si propongono delle idee e il cliente le boccia ,
probabilmente non siete sulla stessa lunghezza d’onda.

Se non si è d’accordo su nulla all’inizio, questa tendenza continuerà per tutta la durata del progetto.

E’ la premessa per un lavoro frustrante e da un lato e per un cliente insoddisfatto dall’altro.

C’è, in fondo, una mancanza di rispetto della tua autorevolezza.

Se ogni cosa che dici può essere contraddetta, se ognuno può sentirsi in diritto di esprimere una opinione, il marito, la moglie, il cugino, l’impresario, l’imbianchino, l’idraulico o il piastrellista…

considera la possibilità di congedarti da tutti dicendo:

Ok, fatevelo da soli!

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5. IL PROGETTO CHE NON E’ ALLINEATO CON GLI OBIETTIVI DEL TUO STUDIO

Cosa succede quando un intero progetto e’ in contrapposizione alla mission dell’azienda e del tuo business ?

Se, per esempio, prendi parte a progetti con iniziative a favore del “verde” e te ne propongono un altro che chiaramente va contro il tuo obiettivo di rendere migliore l’ambiente ?

Potresti essere in grado di portare a termine il lavoro e ricevere complimenti dal cliente,
ma saresti in contrapposizione sia con i tuoi ideali che, con il business plan dell’azienda.

E ti allontaneresti dagli obiettivi che ti eri dato.

I tuoi potenziali clienti si renderanno conto che sei meno focalizzato di altri architetti e disposto a prendere qualsiasi progetto per qualche soldo in più.

Questo sarebbe un fallimento sia morale che di business.

Rifletti su ogni progetto per essere certo che sia allineato con la tua attività e con i tuoi obiettivi personali.

Il problema è che una volta terminato il lavoro che esula dai tuoi obiettivi,
il cliente potrebbe indirizzarti qualcun altro o affidarti altro lavoro,
spingendoti verso una strada pericolosa che non era tua intenzione intraprendere.

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6. IL PROGETTO PER LA FAMIGLIA O PER GLI AMICI

Nel rapporto con il cliente, a volte si possono creare situazioni di tensione.

Quando si lavora a un qualsiasi progetto sia esso di una casa o di un ufficio o di un negozio,
e’ impossibile che al tuo cliente piaccia ogni aspetto del progetto che proponi.

Ci saranno sempre visioni diverse, opinioni da contrastare, clienti da convincere…

Ma cosa succede se questo cliente e’ qualcuno che conosci, come un amico o un familiare ?

Quelli che sarebbero normali questioni di lavoro a cui trovare una definizione,
nel caso di parenti o amici possono trasformarsi in questioni difficili da superare e a volte addirittura spiacevoli.

Per esempio la definizione della parcella.
perché un tuo amico o un tuo parente potrebbe aspettarsi un trattamento di favore
e tu stesso saresti a disagio a stabilire il giusto prezzo con qualcuno che conosci personalmente.

Ma anche nella gestione del progetto.
un tuo amico o un tuo parente potrebbe essere a disagio nel darti un feedback sincero,
e anche tu viceversa, potresti sentirti in difficoltà nel disapprovare una loro scelta o opinione.

oppure diventare uno di quei clienti prepotenti di cui abbiamo parlato prima.
sentendosi autorizzato, visto che siete amici, a chiamarti in continuazione o a chattare con te in ogni momento, spesso trascinandosi in chiacchierate amichevoli fra amici , che ti farebbero sprecare tempo e risorse.

Quindi nel vostro rapporto peserà sempre il legame che avete.

Per cui… pensaci bene prima di accettare un lavoro da amici e parenti…

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CONCLUSIONI

In generale, possiamo affermare che i progetti che ti vengono richiesti,
possono apparire molto appetibili, ma possono rivelarsi disastrosi.

Faresti meglio ad impiegare il tuo tempo alla ricerca di clienti buoni o dedicare più tempo ai clienti in essere per farli sentire speciali.

Lavora sodo per allontanarti dai progetti rischiosi e migliorare l’efficienza della tua attività e alla razionalizzazione dei processi aziendali.

 

Ti ho elencato alcune ragioni per rifiutare un progetto

Te ne vengono in mente altre?

Ti è mai capitato di dire NO a un progetto?

Lasciami le tue opinioni nei commenti.

 

 

DISCLAIMER

Questo articolo è l”liberamente ispirato” a un articolo scritto da PETER EERLINGS.
E’ il creatore di ARCHISNAPPER, una fantastica applicazione per gestire la direzione lavori in cantiere in modo efficace.

Sul loro sito c’è anche un blog che,
oltre a dare utili consigli su come utilizzare al meglio l’applicazione o ottimizzare il proprio lavoro,
contiene anche alcune “perle” di saggezza che aiutano a definire meglio la professione di architetto e che secondo me potrebbero tornare utili anche a noi architetti italiani (tipo questa)

Visitalo!

Qui trovi l’articolo originale :
http://blog.archisnapper.com/punch-list-app-iPhone-iPad-Android/architects-say-no/

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